
La nostra realtà, privata e professionale, è oltremodo permeata dal mondo delle telecomunicazioni: telefonini, internet e tv satellitari la fanno da padroni nell’intero arco della nostra giornata.
Alcuni di noi, o forse tutti, decisamente non potrebbero fare a meno di una connessione al web o del conforto di essere sempre raggiungibili sul proprio cellulare.
Inoltre, l’ universo delle telecomunicazioni (TLC) rappresenta forse il mercato più ampio ed il campo di battaglia più sfruttato dai grandi nomi delle TLC mondiali: basti pensare alla guerra al ribasso per le tariffe telefoniche tra Tim, Wind e Vodafone, oppure alla battaglia per le connessioni internet tra Fastweb, Telecom e..
Per questo, esiste un Piano Nazionale delle Frequenze secondo il quale è un ente statale addetto alle telecomunicazioni a garantire il rispetto da parte di ogni emittente radiotelevisiva e di ogni compagnia telefonica di determinate regole di comportamento per fruire delle frequenze a loro assegnate.
Per chiarezza, immaginate che ogni tecnologia, come ad esempio quella dei GSM, lavori su “strade” ben delineate trasmettendo alla relativa frequenza assegnata dallo stato italiano: nel caso del GSM è di 900 o 1800Mhz.
Però, ogni canale di frequenza viene assegnato ad una specifica tecnologia e quindi nessun altro può usufruirne all’infuori dell’azienda che la produce; in pratica abbiamo dei range di frequenza ad uso e consumo di determinate aziende che non permettono ad altri di sfruttare i vantaggi delle proprie “strade private”.
Per questo si è scomodata addirittura l’Unione Europea che ha approvato un piano generale di intervento nel campo delle telecomunicazioni liberando, come primo obiettivo, la banda dei 900MHz: in questo modo chiunque potrà trasmettere a quella frequenza senza incorrerere in disguidi legislativi e sfruttando appieno i vantaggi di quella “autostrada” speciale.
Il Parlamento Europeo continuerà nei prossimi mesi la serie di interventi atti a limitare il potere dei colossi delle TLC ed a rendere il mercato meno individualista e più collaborativo.





