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In tempi così difficili per l’affermazione di nuovi servizi in seguito all’invadenza virtuale di Facebook, Twitter riesce comunque a ritagliarsi un record di tutto rispetto.

Dopo le polemiche per i disservizi sul server principali che hanno bloccato i tweet per oltre 5 ore, il principale antagonista di di Facebook ha festeggiato in questi giorni il suo tweet o cinguettio numero 20 miliardi: un traguardo importante per un servizio di microblogging con il quale si possono mandare messaggi illimitati ma con numero di caratteri limitato.

Venti miliardi di tweet significano anche 20 miliardi di informazioni, idee e stati d’animo che circolano in rete al di fuori del collaudato e statico servizio di chat o alla piattaforma sociale che stanno diventando Facebook e Google.

Il noto servizio di microblogging si è ritrovato negli scorsi giorni sotto l’attacco dei pirati informatici.

Tra pochi anni le suonerie dei nostri telefoni cellulari sono destinate a scomparire a causa della testo-centricità della nostra società.

Con un po di fantasia potremmo immaginare l’intero universo dei social network come un grande scenario fantasy in cui il sito internet diventa un signore della guerra e i propri iscritti i soldatidel relativo esercito.
Pensate, ad esempio a World of Warcraft.
In un mondo fantasy, governato da potenti signori e possenti eserciti hanno luogo molte guerre e non di rado oscuri compromessi, segrete allenaze.

Di social network noi ne conosciamo a bizzeffe: Badoo, MySpace, Friendster e non da ultimi Twitter e Facebook. Tutti questi simpatici personaggi hanno dato vita negli ultimi anni a un vero e proprio avvicendarsi di eventi degno della mitologica fantasia di J.J.R. Tolkien (n.d.r. Il signore degli anelli).

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Il popolare servizio di microblogging sarebbe nel mirino dei due giganti che a tutt’oggi condizionano il mercato IT: Google e Microsoft.

I due colossi, secondo le parole dello staff di Twitter, sarebbero interessati ai “cinguetii digitali” che hanno reso famoso il social network; secondo le stime dei due big lo streaming di pensieri sarà il mezzo di comunicazione virtuale per gli anni a venire, molto più che l’instant messaging.

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Che le società operanti sul World Wide Web, da un po’ di tempo, tenessero maggiormente d’occhio il proprio portafoglio lo si era capito; che i social network si facessero “guerra” a colpi di milioni di iscrizioni mi sembra abbastanza logico ed altrettanto ovvio è che, questi ultimi, misurino il proprio successo a suon di milioni di dollari.

Capitali, questi, che vengono reinvestiti immediatamente per sviluppare sempre di più i propri siti internet ed i servizi ivi presenti affinchè si sia meglio preparati a fronteggiare la lotta per l’approvvigionamento delle utenze: in un ipotetica battaglia epocale all’ultimo utente!

dippiù?