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	<title>Techonblog &#187; mark zuckerberg</title>
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		<title>Reda Cherqaoui, il neo-diplomato che ha messo sotto scacco Facebook</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 16:05:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Paolino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ragazzo in foto si chiama Reda Cherqaoui ha 22 anni, è nato e vive in Marocco, si è appena diplomato e, nonostante abbia già fondato una società, oggi non sarebbe famoso se non avesse bucato il firewall di Facebook. Agatha, il portale creato da Reda per monitorare la robustezza dei siti internet alle intrusioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.techonblog.com/wp-content/uploads/2011/07/reda.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2715" src="http://www.techonblog.com/wp-content/uploads/2011/07/reda.jpg" alt="" width="95" height="95" /></a></p>
<p>Il ragazzo in foto si chiama <strong>Reda Cherqaoui</strong> ha 22 anni, è nato e vive in Marocco, si è appena diplomato e, nonostante abbia già fondato una società, oggi non sarebbe famoso se non avesse <strong>bucato il firewall di Facebook</strong>.</p>
<p><span id="more-2714"></span></p>
<p><strong>Agatha</strong>, il portale creato da Reda per <em>monitorare la robustezza dei siti internet alle intrusioni degli hacker</em>, ha infatti facilmente penetrato le difese del re del social network, ma la notizia che maggiormente ha fatto scattare tutti gli allarmi a <strong>Palo Alto</strong> è che non si è trattato di un attacco mirato ma di un semplice test.<br />
Il codice sviluppato dal giovane marocchino ha infatti sottratto dati ed informazioni personali da più di <strong>80.000 profili</strong> sfruttando una preoccupante falla generata dalle centinaia di migliaia di apps presenti sul sito; senza colpo ferire Reda si è trovato nell&#8217;imbarazzante situazione di possedere del materiale esplosivo per mettere in difficoltà Zuckerberg e i suoi programmatori.</p>
<p>Reda si è iscritto da poco all&#8217;Università di Casablanca dove frequenterà la facoltà di Informatica ma un profilo radioso gli si schiude davanti, ricordando la politica intelligente di Zuckerberg che in passato lo ha portato ad assumere chiunque abbia infranto i protocolli di sicurezza della sua creatura virtuale.</p>
<p>Questa vicenda, però, non poteva capitare in un periodo peggiore per Facebook visto e considerato che Google+ sta forzando i tempi per sottrargli sempre più iscritti: il giovane Mark comincia a provare sulla sua pelle quello che 6 anni fa i suoi avversari hanno provato nei suoi confronti.</p>
<p>Giovani generazioni di hacker, di geek e di smanettoni crescono e minacciano i mostri sacri del web. Anche se questi ultimi hanno appena 27 anni!</p>
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		<title>Una passeggiata nei boschi con Mark Zuckerberg</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 06:24:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Paolino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oltre ad essere il re sei social network, Facebook rappresenta anche una tra le aziende più ambite dagli aspiranti manager e software developer del pianeta: l&#8217;ufficio del personale della sede dell&#8217;azienda è infatti letteralmente invaso dai curricula di centinaia di migliaia di persone che cercano un impiego presso di essa. La cosa curiosa è che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.techonblog.com/wp-content/uploads/2010/11/Mark-Zuckerberg.jpg"><img class="size-medium wp-image-2249 aligncenter" src="http://www.techonblog.com/wp-content/uploads/2010/11/Mark-Zuckerberg-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Oltre ad essere il <em>re sei social network</em>, <strong>Facebook</strong> rappresenta anche una tra le aziende più ambite dagli aspiranti manager e software developer del pianeta: l&#8217;ufficio del personale della sede dell&#8217;azienda è infatti letteralmente invaso dai curricula di centinaia di migliaia di persone che cercano un impiego presso di essa.</p>
<p><span id="more-2697"></span></p>
<p>La cosa curiosa è che i colloqui di lavoro svolti dal CEO <strong>Mark Zuckerberg </strong>sono diversissimi da quello che ci aspettiamo da una normale <em>job interview</em>: il presidente ed ideatore di Facebook suole infatti invitare presso la sede californiana gli aspiranti manager ed invitarli a fare una passeggiata informale nei boschi che circondano <strong>Palo Alto</strong>, dai quali è possibile scorgere le sedi di colossi dell&#8217; Hi-Tech quali <strong>Apple</strong> e <strong>HP</strong>.</p>
<p>Notizie del genere si registrano anche per quanto riguarda altre aziende dai nomi forti, come ad esempio <strong>Google</strong> dove si dice che negli uffici i dipendenti sia stimolati creativamente dalla presenza di ogni tipo di svago.</p>
<p>Insomma un motivo in più per mandare loro il nostro curriculum.</p>
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		<title>Facebook off limits per gli under 13</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 07:14:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Paolino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia viene direttamente dalle labbra profetiche del CEO di Facebook Mark Zuckerberg, ultimamente al centro delle polemiche dopo la scoperta di decine di profili attivati da utenti aventi meno di 13 anni. Com&#8217;è noto ai più il noto social network sbarra le sue porte fatate in faccia a tutti gli under 13 per evitare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.techonblog.com/wp-content/uploads/2010/05/facebook2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1643" src="http://www.techonblog.com/wp-content/uploads/2010/05/facebook2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>La notizia viene direttamente dalle labbra profetiche del CEO di Facebook <strong>Mark Zuckerberg</strong>, ultimamente al centro delle polemiche dopo la scoperta di decine di profili attivati da utenti aventi meno di 13 anni.</p>
<p><span id="more-2602"></span></p>
<p>Com&#8217;è noto ai più il noto social network sbarra le sue porte fatate in faccia a tutti gli under 13 per evitare, o almeno minimizzare, problemi con le associazioni dei consumatori e dei genitori: la <strong>pedofilia informatica</strong>, infatti, rimane il primo problema del web 2.0, ed il più pericoloso.</p>
<p>All&#8217;origine del sito, nelle intenzioni di Zuckerberg non v&#8217;era limite di età per potersi iscrivere poichè il buon Mark cercava di aggirare le perplessità dei genitori e delle scuole suggerendo ai ragazzini di utilizzare Facebook per scambiarsi idee sulle lezioni e sui libri.<br />
Forse nei sogni del giovane imprenditore questo avrebbe potuto realizzarsi, ma non nella realtà, dove ad un ragazzo tutto passa per la testa quando sta davanti al computer tranne che scuola, compiti o libri, peggio che mai se parliamo di tredicenni che hanno smesso ieri di giocare 24 ore su 24.<br />
L&#8217;idea comunque non convinse i genitori così Facebook fu interdetto per gli under 13.</p>
<p>Fatto sta che mesi fa sono stati scoperti decine e decine di profili appartenenti a ragazzini ben al di sotto delle fascia d&#8217;età proibita (anche io devo confessare che ne conosco una manciata) che aggiravano la limitazione inserendo, all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione, una falsa data di nascita in modo da risultare addirittura maggiorenni.<br />
La situazione ha messo ancora una volta Facebook alla mercè dei suoi detrattori, tanto da costringere Zuckerberg ad indire una specie di censimento tra i quasi 700 milioni di iscritti per passare al setaccio la correttezza dei dati personali.<br />
Per rincarare la dose il CEO di Facebook ha chiarito in occasione del passato EG8 in Francia che <em>&#8220;l&#8217;apertura agli under 13 non è fra le priorità dello staff di Facebook&#8221;</em><em> -</em> e che &#8211; <em>&#8220;i profili falsificati verranno immediatamente chiusi&#8221;</em>.</p>
<p>Tutto bene, anzi no.<br />
Io vorrei dire ai genitori di quei furbetti che hanno dato false informazioni che stessero <span style="text-decoration: underline"><strong>più attenti</strong></span> a quello che fanno i propri figli quando sono davanti al pc perchè <span style="text-decoration: underline"><strong>non può sempre essere colpa degli altri</strong></span> se la propria prole viene esposta ai pericoli della rete.<br />
Per non parlare del fatto che <span style="text-decoration: underline"><strong>dare false informazioni personali</strong></span> resta pur sempre <span style="text-decoration: underline"><strong>un reato</strong></span> anche se è un minorenne a commetterlo.</p>
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		<title>Julian Assange vs Facebook: duello di accuse</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 06:38:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Paolino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di attacchi Facebook ne ha subiti a bizzeffe nei suoi 5 anni di vita, dalle mamme infuriate per la sanità mentale dei figli ai malintenzionati hacker interessati ai dati sensibili degli iscritti ma, se l&#8217;ennesima accusa arriva da Julian Assange allora non è da sottovalutare. Mentre è ancora oberato dalle proprie pendenze legali il creatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.techonblog.com/wp-content/uploads/2011/05/julian-assange.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2544" src="http://www.techonblog.com/wp-content/uploads/2011/05/julian-assange-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Di attacchi <strong>Facebook</strong> ne ha subiti a bizzeffe nei suoi 5 anni di vita, dalle mamme infuriate per la sanità mentale dei figli ai malintenzionati hacker interessati ai dati sensibili degli iscritti ma, se l&#8217;ennesima accusa arriva da <strong>Julian Assange</strong> allora non è da sottovalutare.</p>
<p><span id="more-2543"></span></p>
<p>Mentre è ancora oberato dalle proprie pendenze legali il creatore del controverso sito internet <strong>Wikileaks</strong> ha tacciato Facebook di essere una gigantesca spia che <strong>osserva e registra le abitudini virtuali</strong> dei suoi milioni di iscritti.<br />
Immediata la risposta di <strong>Mark Zuckerberg</strong> che, per difendere la sua creatura, ha attaccato duramente Assange invitandolo a dedicarsi a ben altre questioni che non il famoso social network.</p>
<p>La diatriba, per ora solo verbale, ha però riacceso i riflettori sulle tendenze spionistiche <strong>non solo di Facebook ma</strong> anche di altri siti e portali famosi come <strong>anche Google</strong>: un problema, questo, che ba ben oltre la semplice inchiesta pubblicitaria visto che, come alcuni autorevoli esperti di web hanno chiarito,<strong> Google può tracciare l&#8217;operato di ciascuno di noi</strong> con un margine di errore bassissimo.<br />
E poi, si sa, Wikileaks non spara mai a salve..</p>
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		<title>Videonoleggio: l&#8217;ultima trovata di Mark Zuckerberg</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 09:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Paolino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non si può certo negare che Mark Zuckerberg sia una persona geniale e intelligente. Ideare, realizzare, gestire e migliorare un social network da 600 milioni di iscritti offrendo sempre servizi al top non è affare da poco, specie se pensiamo che il giovane Mark è appena un ex adolescente. L&#8217;ultima trovata del settore sviluppo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.techonblog.com/wp-content/uploads/2010/05/facebook2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1643" src="http://www.techonblog.com/wp-content/uploads/2010/05/facebook2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Non si può certo negare che <strong>Mark Zuckerberg</strong> sia una persona geniale e intelligente.<br />
Ideare, realizzare, gestire e migliorare un social network da 600 milioni di iscritti offrendo sempre servizi al top non è affare da poco, specie se pensiamo che il giovane Mark è appena un ex adolescente.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>L&#8217;ultima trovata</strong> del settore sviluppo di Facebook è un interessantissimo accordo con la casa di produzione cinematografica Warner Brothers che <strong>permetterà a tutti gli utenti di Facebook di guardare i film</strong> che la WB renderà disponibili per la fruizione digitale, cioè tutti quelli disponibili in DVD.</p>
<p><span id="more-2429"></span><br />
Il servizio è semplicissimo: basta accedere alla pagina del film desiderato su Facebook, cliccare sul tasto &#8220;<em>mi piace</em>&#8221; e quindi su &#8220;r<em>ent</em>&#8221; (o <em>watch</em>) per noleggiarne una copia in visione direttamente da Facebook.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Il servizio è a pagamento</strong> e per noleggiare un film bisogna spendere 3$ ovvero 30 crediti Facebook, crediti che si acquistano con carta di credito.</p>
<p>Il primo film ad essere distribuito sul circuito Facebook è <strong>The Dark Night</strong> di <strong>Christofer Nolan</strong> con <strong>Christian Bale</strong> e <strong>Heath Ledger</strong>.</p>
<p>Nei prossimi mesi il servizio sarà esteso anche all&#8217;Europa (finora è <strong>accessibile solo negli USA</strong>) e reso più facile da utilizzare specie per la questione puramente economica quindi, non ci resta che attendere.</p>
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		<title>Mi infetti il sito? E io ti assumo!</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 11:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Paolino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Succede veramente. E non in un sito qualunque ma al signore assoluto dei social network Facebook. La notizia, rilasciata dallo staff dello stesso CEO Mark Zuckerberg, ha dell&#8217;incredibile: il servizio di sicurezza del reparto di sviluppo di Facebook da tempo era sotto assedio da parte di una comunità hacker che minava non solo la sicurezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.techonblog.com/wp-content/uploads/2010/05/facebook2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1643" src="http://www.techonblog.com/wp-content/uploads/2010/05/facebook2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Succede veramente. E non in un sito qualunque ma al signore assoluto dei social network <strong>Facebook</strong>.</p>
<p><span id="more-2412"></span></p>
<p>La notizia, rilasciata dallo staff dello stesso CEO <strong>Mark Zuckerberg</strong>, ha dell&#8217;incredibile: il servizio di sicurezza del reparto di sviluppo di Facebook da tempo era sotto assedio da parte di una comunità hacker che minava non solo la sicurezza del sito ma provocava tanti piccoli e fastidiosi inconvenienti.<br />
Dopo giorni e giorni di caccia all&#8217;hacker è stato individuato il responsabile degli attacchi e gli è stato dato un volto ed un nome.</p>
<p>Il suo nome è <strong>Chris Putnam</strong> ed è stato uno studente dell&#8217;Università della Georgia tanto svogliato e annoiato quanto geniale.<br />
Lui ed il suo team hanno tenuto sotto scacco il colosso dei social network per giorni prima di essere scovato e&#8230;.assunto!</p>
<p>Eh già, <strong>Mark Zuckerberg</strong> conscio delle qualità del giovane ha deciso di offrirgli un posto di lavoro nel suo staff di sviluppo.<br />
In questo modo Putnam potrà rendersi utile prevenendo ed all&#8217;occorrenza risolvendo problemi inerenti a futuri tentativi di attacco di Facebook.</p>
<p>Sarà anche giovane e ricco ma il buon Zuckerberg non è certo scemo.</p>
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		<title>Chi ha paura di Mark Zuckerberg?</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 08:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Paolino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il re del Web 2.0 è senza dubbio Mark Zuckerberg, discusso e fortunato creatore dell&#8217;universo dei social network così come lo conosciamo oggi. Il suo Facebook, recentemente festeggiato da un film in suo onore, è il sito principe per le attività sociali e vanta collaborazioni illustri che hanno modificato non solo il mondo social ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.techonblog.com/wp-content/uploads/2010/11/Mark-Zuckerberg.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2249" src="http://www.techonblog.com/wp-content/uploads/2010/11/Mark-Zuckerberg-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Il re del Web 2.0 è senza dubbio <strong>Mark Zuckerberg,</strong> discusso e fortunato creatore dell&#8217;universo dei social network così come lo conosciamo oggi.</p>
<p>Il suo <strong>Facebook</strong>, recentemente festeggiato da un film in suo onore, è il sito principe per le attività sociali e vanta collaborazioni illustri che hanno modificato non solo il mondo social ma l&#8217;intera rete: l&#8217;adozione dei pulsanti &#8220;<em><strong>I like</strong></em>&#8220;, il matrimonio con <strong>Microsoft Bing</strong> e l&#8217;assorbimento di  <strong>My Space</strong> sono solo i più luminosi tra i colpi d&#8217;ingegno dell&#8217;ex nerd californiano.<br />
Viene quasi da chiedersi cosa possa egli fare in futuro per migliorare o anche solo diversificare il servizio offerto ai suoi 500 milioni di utenti di tutto il mondo.<br />
E&#8217; presto detto e, citando un vecchio adagio <em>non tutto quel che luccica è oro</em>..</p>
<p><span id="more-2248"></span><br />
L&#8217;ideona del momento del buon Mark è stata quella di <strong>acquistare i diritti per l&#8217;utilizzo della parola inglese &#8220;Face&#8221;</strong> in modo che chiunque voglia aprire un sito internet o un&#8217;attività da profitto con questo nome debba versare ingenti quantità di denaro nelle casse dell&#8217;adolescente più ricco del mondo.</p>
<p>L&#8217;ufficio brevetti degli USA si è subito impegnato a chiarire che di tali diritti Zuckerberg potrà goderne solo nel campo delle comunicazioni e non in altri settori commerciali ma non ci vuole un genio per comprendere quanto sia importante ed allo stesso modo preoccupante il modo di comportarsi del CEO di Facebook.<br />
Non pago del successo mondiale e di un contocorrente strapieno Zuckerberg vorrebbe anche allungare le sue manacce avide su altri aspetti della vita dei suoi utenti ed anche di chi il suo sito non lo degna nemmeno: dove sta il problema, vi chiederete?<br />
Ebbene, è presto detto.</p>
<p>Guai a far finire il mercato tecnologico, hi-tech e delle comunicazioni nelle mani di un solo individuo. Egli potrebbe diventarne l&#8217;assoluto dittatore e pretendere invece di chiedere, imporre invece di offrire.<br />
E se Zuckerberg decidesse di acquistare i diritti anche per la parola <em>Book</em>?<br />
Immaginate un mondo in cui ogni fiera del libro e della carta stampata debba pagare un tot a Facebook per potere utilizzare questa parola anche se si tratta di libri e non di social networking: come vi sembrerebbe?</p>
<p>A me parrebbe un inferno in cui un ragazzino foruncoloso e fortunato dominerebbe su un impero economico straordinario costituito per oltre il 95% non da farina del suo sacco ma delle emozioni di milioni di utenti in tutto il mondo cui l&#8217;unico peccato sia stato quello di aver ceduto alle lusinghe di Facebook!</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>MySpace R.I.P., c&#8217;è l&#8217;accordo con Facebook.</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 08:07:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Paolino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla fine anche MySpace ha ceduto alle tentazioni (monetarie) luciferine di Facebook ed è entrato a far parte della famiglia allargata del Social Network insieme a Bing. Rupert Murdoch, magnate delle comunicazioni e detentore del pacchetto di maggioranza di MySpace, ha firmato due giorni fa l&#8217;accordo con i dirigenti di Facebook circa lo scambio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.techonblog.com/wp-content/uploads/2010/11/myspace2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2234" src="http://www.techonblog.com/wp-content/uploads/2010/11/myspace2.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Alla fine anche <strong>MySpace ha ceduto alle tentazioni</strong> (monetarie) <strong>luciferine di Facebook</strong> ed è entrato a far parte della famiglia allargata del Social Network insieme a Bing.</p>
<p><strong>Rupert Murdoch</strong>, magnate delle comunicazioni e detentore del pacchetto di maggioranza di <strong>MySpace</strong>, ha firmato due giorni fa l&#8217;accordo con i dirigenti di Facebook circa lo scambio di informazioni tra i due siti grazie al protocollo <em>Mashup</em>.<br />
Questo software permetterà agli iscritti dei due servizi di scambiare informazioni tra il proprio profilo MySpace e Facebook e viceversa in un amalgama dei servizi offerti all&#8217;utente che si avvicina sempre di più alla definizione Internet Powered by Facebook.</p>
<p>Murdoch salva così la faccia di MySpace al centro di numerose critiche in seguito alle migliaia di cancellazioni da parte di utenti, gli stessi utenti che si sono riversati in massa nel sito di Mark Zuckerberg rendendolo un colosso a cui difficilmente altri siti potranno rifiutare l&#8217;<em>amicizia</em> o assorbimento societario che dir si voglia.</p>
<p>Il dato aumenta le preoccupazioni dei vigilantes della rete che adesso guardano con attenzione sempre più crescente le manovre finanziare del gruppo Facebook in termini di acquisizioni di pacchetti societari e la conseguente eliminazione sistematica dei concorrenti.</p>
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		<title>Metti insieme un&#8217;idea e un nerd americano e avrai un successo planetario</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 16:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Paolino</dc:creator>
				<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Intrattenimento]]></category>
		<category><![CDATA[david fincher]]></category>
		<category><![CDATA[mark zuckerberg]]></category>
		<category><![CDATA[the social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Il variegato mondo del Web ci insegna che la ricetta del successo è composta da due ingredienti fondamentali: un&#8217;idea rivoluzionaria e un nerd! E&#8217; stato così per Microsoft e Bill Gates, per Google, Brin e Page, per finire in ordine di tempo nel famosissimo Facebook. Il Social Network per antonomasia nacque nell&#8217;ormai lontano 2005 nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.techonblog.com/wp-content/uploads/2010/03/zuckerberg.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1332" src="http://www.techonblog.com/wp-content/uploads/2010/03/zuckerberg-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a></p>
<p>Il variegato mondo del Web ci insegna che la ricetta del successo è composta da due ingredienti fondamentali: <strong>un&#8217;idea rivoluzionaria e un nerd!</strong><br />
E&#8217; stato così per <strong>Microsoft</strong> e <strong>Bill Gates</strong>, per <strong>Google</strong>, <strong>Brin e Page</strong>, per finire in ordine di tempo nel famosissimo <strong>Facebook</strong>.</p>
<p>Il Social Network per antonomasia nacque nell&#8217;ormai lontano 2005 nei dormitori dell&#8217;università americana di Harvard dove un giovane studente un pò sfigato, <strong>Mark Zuckerberg</strong>, decise di informatizzare l&#8217;annuario degli studenti della sua facoltà creando il primo embrione di Facebook che ricevette centinaia di migliaia di visite in brevissimo tempo.</p>
<p>Il geniale Mark lavorò allora alla sua creatura dando il via ad una ascesa inarrestabile che lo avrebbe portato in pochi anni a raggiungere la cifra record di <strong>500 milioni di iscritti</strong>.</p>
<p>Le vittime sacrificali sull&#8217;altare del successo di Facebook hanno nomi illustri quali <strong>MySpace, Friendfeed, Twitter</strong> e <strong>MSN, </strong>le dipartite dei quali hanno reso l&#8217;idea di Zuckerberg un fenomeno planetario capace di attirare milioni di consensi ma anche tantissime critiche.<br />
Critiche soprattutto sulla paternità dell&#8217;idea del sito che, secondo alcuni colleghi di Zuckerberg, apparterebbe ad altri studenti compagni di corso del buon Mark (un pò quello che successe con Napster).</p>
<p>La storia di Mark Zuckerberg, da semplice studente universitario a guru dei social network, e della sua idea vincente ha ispirato anche uno fra i registi più promettenti di Hollywood, <strong>David Fincher</strong> che ne ha acquisito i diritti per metterne in scena il film cult che in questi giorni esce anche in Italia: <strong>The Social Network.</strong><br />
Un film che dovrebbero vedere non solo gli appassionati sostenitori di Facebook ma anche coloro i quali non hanno mai smesso di sottolinearne i pericoli in modo da avere il giusto quadro di insieme per poter capire cosa Facebook sia e perchè abbia attirato a se così tanti utenti.</p>
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		<title>Zuckerberg contrattacca: la metà degli utenti di Facebook non ha modificato le impostazioni della privacy</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 06:55:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Paolino</dc:creator>
				<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal Web]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[facebook impostazioni privacy]]></category>
		<category><![CDATA[mark zuckerberg]]></category>

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		<description><![CDATA[Accusato di arricchirsi alle spalle di ignari utenti mettendo a disposizione i dati personali dei suddetti utenti, Facebook, nella figura del CEO Mark Zuckerberg, è stato messo alla gogna da utenti imbestialiti ed associazioni di consumatori. Facebook non è sicuro. Facebook non protegge la privacy dei propri utenti. Zuckerberg è allora corso ai ripari facendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.techonblog.com/wp-content/uploads/2010/05/facebook2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1643" src="http://www.techonblog.com/wp-content/uploads/2010/05/facebook2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Accusato di arricchirsi alle spalle di ignari utenti mettendo a disposizione i dati personali dei suddetti utenti, <strong>Facebook</strong>, nella figura del CEO <strong>Mark Zuckerberg</strong>, è stato messo alla gogna da utenti imbestialiti ed associazioni di consumatori.<br />
<em> </em></p>
<p><em>Facebook non è sicuro. Facebook non protegge la privacy dei propri utenti</em>.</p>
<p>Zuckerberg è allora corso ai ripari facendo sviluppare al proprio staff un <strong>pannello di controllo delle informazioni</strong> inerenti ai dati personali di ciascun utente meno complicato e più funzionale: detto, fatto, pochi giorni fa è apparso il messaggio (di cui vi ho già parlato) in cui si veniva informati delle migliorie inserita e si veniva invitati a modificare, qualora non lo avessimo già fatto, le nostre impostazioni per proteggere la nostra privacy.</p>
<p><span id="more-1720"></span><br />
Stavolta tocca però a Zuckerberg alzare la voce: egli aveva già detto che <strong>gli utenti di Facebook</strong>, in linea con il must della nuova società virtuale, <strong>non si curavano della propria privacy</strong> ma anzi, avevano voglia di condividere proprio tutto dai propri gusti personali all&#8217;indirizzo di casa, perfino al numero di cellulare.</p>
<p>A dimostrazione della perfetta analisi che aveva fatto del suo pacchetto utenti, Mark ha contrattaccato alle maestranze che lo avevano accusato precedentemente dichiarando che in percentuale <strong>il numero di utenti che hanno modificato le proprie impostazioni personali non arrivano al 50% degli iscritti</strong>: vale a dire che in pochi si sono curati di proteggere la propria privacy.</p>
<p>Se il dato è corretto, e non abbiamo motivi di credere il contrario, il dubbio sorge spontaneo: <strong>quando già noi stessi non ci curiamo della nostra sicurezza perchè dovremmo sperare che lo faccia qualcun altro in nostra vece?</strong></p>
<p>Il concetto di privacy o sicurezza informatica è così lontano dall&#8217;essere compreso dall&#8217;utente medio del social network che, si ha la forte sensazione, non abbia ragione alcuna di esistere.<br />
Quando i suddetti utenti si sveglieranno dal coma social-cerebrale in cui vegetano sarà troppo tardi.</p>
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