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Google a la banda larga
L’inventiva degli sviluppatori di Mountain View non conosce freni: dopo il brawser internet, il sistema operatico e, recentemente, il social network, adesso in California starebbero lavorando a una rete a banda larga targata Google.
Annunciata prima da Mountain View, e adesso anche da Redmond, la notizia dell’accordo tra Google, Microsoft e Apple adesso è ufficiale.
Si è costituito il primo, e forse il più atteso, triumvirato hi-tech dell’era del web 2.0 tra BigG, BigM e la Mela accordatisi sulle dotazioni software del prossimo sistema operativo Mac.
Il nuovo Mac potrà usufruire dell’utilizzo del famosissimo browser internet Chrome, sviluppato dagli ingegneri di Mountain View appositamente per girare su piattaforme Mac.
Saranno diverse le funzioni di Chrome implementate al meglio su Mac tra cui la navigazione anonima, Facebook per Chrome e l’estensione Google Translate.
Inoltre, sul nuovo OS di Apple sarà possibile utilizzare Microsoft Office, versione 2011, che riporterà tra le sue fila l’ormai dimenticato Outlook.
Gli Utenti Mac avranno quindi a disposizione i servizi non solo di uno tra i più efficienti browser internet ma anche la possibilità di utilizzare la suite per ufficio di BigM sia dal proprio hard disk che direttamente da internet con la versione cloud based.
Dall’impegno degli uomini di Mountain View nasce un nuovo servizio offerto da Google: si chiama Google Buzz ed è in tutto e per tutto un social network.
L’azienda californiana viene ancora coinvolta in astiose polemiche ma stavolta è Steve Jobs, CEO di Apple, a scagliarsi contro Google.

Quando si studia una tattica commerciale quasi perfetta e si progetta/realizza un prodotto unico, innovativo ed efficiente il primo impatto, che poi è anche una soddisfazione, è l’innalzarsi dell’indice di gradimento di coloro che del prodotto in questione fanno uso.
Ne sa qualcosa Google, il motore di ricerca più famoso ed utilizzato del web che, da quando è stato “messo in moto” dai due fondatori Sergey Brin e Larry Page, ha conquistato la fiducia di tutti i netizen adattando ed amalgamando diverse tipologie di contenuti alle loro più disparate esigenze: Google Maps, Google Street View e, ultimamente, Google Chrome (OS e browser) solo per citare i più famosi.

Con l’attenzione giustamente attirata da Microsoft ed il suo Windows 7, lo staff di Google ha potuto lavorare al riparo da indiscrezioni e dall’accecante luce dei riflettori al sistema operato chiamato Chrome.
Adesso l’euforia intorno a Sevan sta lentamente scemando e BigG può assestare il colpo e dire la sua cominciando a diffondere il nuovo OS.
Tra le novità introdotte in Chrome vi sarà sicuramente la possibilità di lavorare con architetture x86 e ARM ed una particolare adattabiltà ai netbook (che Seven non ha).
Una questione di velocità

Anni fa, quando Altavista, Excite e Lycos fecero la loro apparizione nel World Wide Web il popolo dei netizens cominciò a conoscere ed utilizzare i motori di ricerca ma, come spesso accade, ignorandone completamente il funzionamento.
Scrivendo nell’apposita casella un testo qualsiasi, oggetto della ricerca, il sito forniva una lista di risultati più o meno inerenti all’argomento in oggetto.
Nell’era del medioevo tecnologico pochi sapevano come in realtà un tale servizio funzionasse.
Tutto ciò non era magia informatica ma piuttosto pura e semplice matematica: difatti quando una parola veniva fornita come input ad un qualsiasi motore di ricerca, essa veniva “data in pasto” ad un algoritmo (oppure un insieme di algoritmi) matematico che scandagliava il web in cerca di contenuti internet accostabili al termine in questione; in una fase successiva un altro algoritmo di occupava di indicizzare i risultati ottenuti, ovvero riportarli all’utente finale in forma di lista dal più inerente al meno probabile.
Google che non ti aspetti

Conosciamo tutti Google come il motore di ricerca con la “M” maiuscola, sicuro, veloce ed efficiente. Abbiamo imparato a conoscerlo anche come browser internet, con Google Chrome, e col tempo impareremo a conoscerlo anche come sistema operativo per pc. Però..
Quello che non ci saremmo mai potuti aspettare è, però, che avremmo dovuto coonsiderarlo anche come linguaggio di programmazione.
Big G ha infatti deciso di pubblicare il proprio linguaggio di programmazione, GoogleGo, basato sull’efficienza prestazionale di C++ e sulla velocità di esecuzione di Python.











