
Tra i siti internet presenti nel World Wide Web esistono delle leggi di non belligeranza per evitare inutili contrasti e guerre finanziariamente sanguinose per le casse delle varie industrie. Queste norme morali, non scritte, vengono seguite da tutti e per questo, su internet, coesistono vari servizi simili tra loro come, solo per citare un esempio ovvio, i social network.
Ma, in un mercato altamente concorrenziale, dove conta soprattutto la vendibilità del prodotto ed il target di clienti a cui è rivolto, talvolta non c’è spazio per i sentimentalismi, soprattutto quando ci sono soldi, tanti soldi, in gioco.
Ed allora noi, da semplici fruitori di servizi, assistiamo alle più svariate battaglie ed agli accordi finanziari più strani ed incomprensibili che abbiamo mai visto..e compreso. Dopo l’eterna lotta, a colpi di browser ed OS, tra Google e Microsoft ed al mega accordo tra la stessa Microsoft ed il colosso Yahoo è la volta della battaglia Skype vs Ebay.
Chiariamo subito che lo staff di Ebay, leader dell’e-commerce, detiene un pacchetto di minoranza delle azioni del popolare software VoIP Skype. Zennstrom e Friis, ideatori del prodotto, ne detengono solamente la proprietà intellettuale e si oppongono aspramente all’acquisto del rimanente 65% da parte del duo Horowitz-Andreessen, rispettivamente membro del CDA di Ebay e fondatore di Netscape.
I fondatori di Skype accusano i possibili acquirenti di aver violato il copyright del loro prodotto ed li hanno citati in giudizio chiedendo un risarcimento di 75 milioni di dollari al giorno e l’immediato soppressione del servizio. Tutto questo causerebbe ingenti danni finanziari all’azienda Ebay ed inoltre metterebbe in difficoltà i milioni di utenti che giornalmente utilizzano il popolare strumento VoIP per comunicare, utenti che potrebbero ritirare le loro adesioni facendo perdere di colpo vendibilità al prodotto Skype: a quel punto la cordata Horowitz-Andreessen perderebbe tutto l’interesse all’acquisto.
Nel frattempo lo staff di Ebay aspetta e trema per l’inaspettata piega, in negativo, che stanno prendendo gli eventi; quella che sembrava una fruttuosa collaborazione tra e-commerce e comunicazione attraverso IP sta invece trasformandosi in una controversia legale senza precedenti.





