La serie di videogiochi intitolati Grand Theft Auto (GTA per gli appassionati), giunta al quarto capitolo, rappresenta una tra le realtà informatiche più discusse del momento.
In questo videogame è possibile scorrazzare liberamente per la città per compiere specifiche quest e, compreso nel prezzo, vi è la possibilità di compiere i più efferati crimini come omicidi, furti e rapine.
La profondità dello scenario completamente giocabile unita alla totale libertà d’azione ha fatto di GTA uno tra i videogame più richiesti sul mercato ma, le associazioni dei genitori si chiedono quanto sia educativo il complesso meccanismo di gioco: la meccanica di tale esperienza ludica, infatti, veicola nelle menti dei più piccoli tematiche pericolose e violente.
Tutti quindi sono abbastanza d’accordo sulla inadeguatezza di GTA nei confronti dei più piccoli, tutti tranne gli inglesi che, fedeli al proprio stile, ancora una volta si dichiarano controcorrente.
Alcune tra le immagini più violente del gioco sono state mostrate agli studenti di 8 scuole inglesi d’età compresa tra i 9 e gli 11 anni e, in seguito gli è stato chiesto di suddividere quanto avevano visto in due categoria: scene di vita reale buona e scene di vita reale cattiva.
Il nostro obiettivo – afferma Gaynor Bell dell’associazione Support After Murder and Manslaughter – è quello di spronare i ragazzini a saper distinguere tra vita reale e vita virtuale, comprendendo le regole che regolano l’una e l’altra.




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