Una questione di velocità

Anni fa, quando Altavista, Excite e Lycos fecero la loro apparizione nel World Wide Web il popolo dei netizens cominciò a conoscere ed utilizzare i motori di ricerca ma, come spesso accade, ignorandone completamente il funzionamento.
Scrivendo nell’apposita casella un testo qualsiasi, oggetto della ricerca, il sito forniva una lista di risultati più o meno inerenti all’argomento in oggetto.
Nell’era del medioevo tecnologico pochi sapevano come in realtà un tale servizio funzionasse.
Tutto ciò non era magia informatica ma piuttosto pura e semplice matematica: difatti quando una parola veniva fornita come input ad un qualsiasi motore di ricerca, essa veniva “data in pasto” ad un algoritmo (oppure un insieme di algoritmi) matematico che scandagliava il web in cerca di contenuti internet accostabili al termine in questione; in una fase successiva un altro algoritmo di occupava di indicizzare i risultati ottenuti, ovvero riportarli all’utente finale in forma di lista dal più inerente al meno probabile.
Oggi il funzionamento dei motori di ricerca più famosi del web, Bing, Google e Ask ricalca più o meno questo schema con le ovvie modifiche prestazionali date da anni di innovazione tecnologica.
Se i tre possono considerarsi pressochè simili da un punto di vista funzionale, essi invece differiscono, e di molto, tra loro: anzi è Google ad essere diverso dagli altri.
Sin dalla sua nascita, infatti, Google si è distinto per la precisione dei propri argoritmi di ricerca ed ordinamento, per un Crawler veloce ed efficiente ed un algoritmo, Pagerank, innovativo.
Il Crawler di un motore di ricerca è un programma che si occupa di visitare tutti gli URL del web anallizzandoli sito per sito, collegamento per collegamento: ciò rende più sicuro e veloce il processo di ricerca.
Pagerank invece si occupa di proporre all’utente i risultati ottenuti cercando sempre di avvicinarsi il più possibile alle necessità dell’utente.
Ad esempio, se “googla” il termine Valentino, il lunedi successivo ad una gara di motogp, Pagerank ipotizzerà che cerchiate notizie sul campione di motogp Valentino Rossi e fornirà in primo piano siti che parlano di Rossi.
Ovviamente il processo non è così semplice: è gestito infatti da numerosi algoritmi che spazzolano il web alla ricerca delle informazioni più inerenti.
Nonostante ciò, un motore di ricerca deve costantemente essere aggiornato e sviluppato prendendo in considerazione le richieste degli utenti, i nuovi siti internet che nascono e l’evoluzione stessa della rete: il futuro dei motori di ricerca riguarderà l’impazienza dell’utente!
La velocità di navigazione all’interno dei siti internet diventerà oggetto di analisi da parte degli sviluppatori di Google e Bing: in questo modo i siti più veloci saranno presentati in evidenza tra i risultati della ricerca.
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