Internet è oggigiorno una delle realtà tecnologiche maggiormente “vissute” da parte di chiunque sappia accendere un computer.
Il World Wide Web rappresenta un mondo (virtuale) totalmente privo di condizionamenti socio-politici dove chiunque può esprimersi liberamente attraverso blog e siti personali, reperire una grande quantità di informazioni e notizie o semplicemente coltivare le proprie passioni hi-tech.
Con l’avvento di servizi innovativi come Ebay e Youtube, Google ed i social network la rete è sempre più sfruttata da milioni di netizen sparsi per il pianeta ed oggi, a pochi anni dalla sua creazione, Internet può vantarsi di aver rivoluzionato le nostre vite migliorandole dal punto di vista della comodità.
Fatte queste premesse, l’azienda Globescan ha realizzato un sondaggio per conto della BBC in cui, a quasi trentamila cittadini di 26 paesi del mondo, è stata posta la seguente domanda:
Internet può essere considerato a tutti gli effetti un diritto fondamentale del cittadino di questo millennio?
Il risultato, chiaramente indicativo, dice che per quasi l’80% degli intervistati Internet è un diritto essenziale.
A sostegno di questa linea di pensiero si inquadrano le dichiarazioni dell’Internation Communications Union secondo le quali Internet debba essere considerato dai governi come una infrastruttura la pari delle autostrade ad esempio, un enorme contenitore di notizie ed informazioni a cui tutti devono poter attingere in egual misura.
Negare l’accesso a Internet ad un popolo significa escluderlo dalla catena di comunicazione e tacergli importanti informazioni causandogli così un danno considerevole dal punto di vista della cultura.
In alcuni paesi, Estonia e Finlandia, Internet viene già considerato diritto fondamentale del cittadino e viene fornito direttamente dal governo; stessa realtà si verificherà a breve in America e Giappone.
E l’Italia? Come si comporterà il nostro governo, sedicente attento alle tematiche del futuro?
Ai posteri l’ardua sentenza..






