Contrariamente a quello che il titolo possa farvi pensare non stiamo parlando dell’ormai notissimo e pubblicizzatissimo film/evento di James Cameron “Avatar”.
Parleremo invece di come, attraverso l’uso sapiente dei nuovi ritrovati della tecnologia e della ricerca biomedica, può migliorare il nostro sistema sanitario.
Avatar è una parola in lingua sanscrita che, nella cultura induista, sta per incarnazione (lett. Colui che discende/ che diventa materia) il cui significato, stiracchiato ed adattato, viene reinterpretato nel mondo di Internet: la società cibernetica, infatti, considera l’avatar come un nostro alter-ego da utilizzare in rete.
Un espediente mediante il quale possiamo celare la nostra vera identità scegliendoci come immagine personale il volto del nostro attore preferito, di un calciatore, personaggio di videogioco, cantante etc..etc..
Pochi avrebbero scommesso, o solamente pensato, alle applicazioni in campo medico di questo curioso espediente, a parte forse un gruppetto di medici italiani.
Il risultato si chiama Lokomat (che potete vedere in figura)

Si tratta di un esoscheletro elettromeccanico collegato ad un potentissimo computer che permette ai pazienti affetti da gravi traumi cerebrali o motori di ristabilirsi mediante l’uso sapiente dell’elettronica applicata alla medicina.
Come funziona Lokomat?
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Il paziente viene imbracato nella struttura e, in pochi istanti, il sistema ne rileva i parametri motori e, in base ad essi, traccia un piano di recupero che il paziente stesso può seguire attraverso il proprio avatar visualizzato su uno schermo LCD.
In questo modo paziente e medico possono stabilire un vero e proprio programma di recupero e vederne in proiezione futura i risultati per deciderne ventuali modifiche.
Attualmente Lokomat viene utilizzato presso l’Istituto Scientifico di Montescano (PV) della Fondazione Maugeri per curare i danni provocati da gravi ictus ed incidenti stradali e, mediante l’utilizzo di una versione pediatrica, per guarire i più piccoli da disturbi derivanti da disordini neurologici o paralisi cerebrali.
Per chi volesse saperne di più sulla Fondazione Maugeri, sull’Istituto Scientifico di Montescano e Lokomat vi rimando al sito ufficiale





