Altro termine non c’è per definire quanto accade negli ultimi mesi nel cyber spazio americano e cinese: se ricordate, il 2010 iniziò con gli attacchi hacker a Google ed i tentativi di manipolarne il codice sorgente.
The Time, nota ed autorevole testata giornalistica, afferma che ogni mese i siti governativi statunitensi sono oggetto di attacchi da parte di pirati informatici e ciò si ripete, mensilmente, per oltre un miliardo di volte.
Sotto attacco siti del governo americano, della Nato e persino dell’Unione Europea dichiaratamente troppo deboli nei confronti degli hacker cinesi, ritenuti, a ragion veduta, i migliori del mondo.
Negli ultimi mesi l’attività in rete dei pirati informatici, formatisi in numerose scuole presenti sul territorio cinese,si è intensificata a tal punto da preoccupare i governi di alcune potenze europee e degli Usa che, secondo gli analisti americani, non sarebbero comunque in grado di rispondere agli attacchi vista la scarsa esperienza nel settore.
Forse mentre i cinesi addestravano coraggiosi e geniali hacker per carpire importanti informazioni dall’Occidente e violare i siti dei governi i nostri hacker (mi riferisco agli occidentali) erano troppo impegnati ad escogitare un modo per vedere gratis le partite di calcio, per scaricare gli ultimi film usciti al cinema o a creare (scuola nerd!) famosi social network?





