Internet: a metà strada tra innovazione ed ipocrisia

Giovedì 11 Marzo si è tenuto presso i locali della Camera dei deputati il dibattito intitolato Internet è libertà.

Sottotitolo: Perchè dobbiamo difendere la rete.

Alla presenza del presidente della Camera Gianfranco Fini e di tante altre personalità appartenenti al circo della politica italiana si dibatteva sulle nuove implicazioni sociali e politiche che legano indissolubilmente l’universo di Internet con gli ideali di libertà e di democrazia.

Il termine circo rievoca perfettamente le evoluzioni (leggi, decreti) circensi che trasformerebbero, o pretenderebbero di farlo, un mondo fortemente libero e democratico come la rete nel solito vettore di influenza.
Oggi internet è il mezzo di informazione meno controllato del pianeta, non può subire censure, ritagli e non si può, in nessun caso, veicolare le informazioni giuste dentro le menti giuste (George Orwell?) come invece succede da anni nei canali canonici: i tristemente noti mass-media.
Il costante degradamento culturale e qualitativo di radio, testate giornalistiche e emettenti televisive ha causato un esodo di massa, delle menti aperte, verso il canale virtuale in cui ci si può improvvisare film maker, editori, articolisti e, perchè no, anche star.
Milioni di utenti si affollano ogni giorno nella rete scaricandovi dentro idee, pensieri, delusioni ed emozioni che trovano spazio in siti e blog personali senza la minima censura, il minimo oscurantismo.
Un isola felice, Internet, anche se popolata a volte da emeriti imbecilli ma, il rischio di banalità e cretinaggine è compreso nella totale libertà di espressione che nel web trova la sua massima rappresentazione.
Ovvio che tutto questo susciti le ire della classe politica di turno, poco incline a sopportare una realtà virtuale non manipolabile e non oscurabile: non si può decidere quali pagine possono essere visualizzate e quali no, quali siti offrono notizie veritiere e quali invece no, quali e quante informazioni possono arrivare, senza limitazione alcuna, dentro le case (e le teste) degli internauti italiani.
Così, mentre in tantissimi paesi del mondo Internet si appresta a diventare un diritto fondamentale del cittadino, nel nostro paese sio organizzano assemblee per decidere quali provvedimenti siano “costituzionali” per limitare la libertà di informazione sulla rete.
Ci consoleremo con il digitale terrestre..

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