
I processi tecnologici che hanno reso possibile la miniaturizzazione dei componenti elettronici ci consentono da una decina d’anni a questa parte di avere sempre la tecnologia “a portata di mano”.
Operazioni come effettuare chiamate con il proprio cellulare ovunque ci troviamo, utilizzare il nostro notebook nelle aule studio delle università o semplicemente ascoltare i nostri mp3 preferiti con l’ipod in autobus o in metro sono fra le attività quotidiane che ciascuno di noi compie inconsapevolmente.
Ed il catalogo di dispositivi portatili che migliorano la nostra qualità della vita è molto vasto: lettori musicali e video, console per videogames, notebook, netbook e laptop, navigatori satellitari e tanti altri.
Da oggi, si aggiunge alla famiglia anche un simpatico e comodo dispositivo: Wikireader.
Parliamo di un singolare lettore portatile in grado di visualizzare in modalità offline le pagine della più famosa enciclopedia di internet, Wikipedia.
Ma, una volta tanto, invece di deliziarci con strepitose e variegate funzioni, ci dobbiamo accontentare di uno schermo LCD monocromatico e di soli tre tasti; sempre in controtendenza l’assoluta mancanza di connettività sia wireless che wired e l’alimentazione di vecchio stampo, ovvero con due comune pile AAA.
Unico vezzo: una versione portabile di Wikipedia preinstallata su una scheda microSD da 8Gb, fornita in dotazione.
Wikireader è distribuito dalla società OpenMoko (già nota nell’ambiente IT per una fallimentare esperienza con gli smartphone non molto tempo fa) da pochi mesi in USA al prezzo irrisorio di 99$ più un abbonamento mensile che prevede l’invio di frequenti aggiornamenti tramite schede microSD spedite per mezzo corriere direttamente a casa dei possessori del dispositivo.
Mentre il circo elettronico europeo attende con ansia questa nuova attrazione, qualcuno dagli States ha fatto trapelare la voce secondo cui Wikireader potrebbe essere modificato a livello software (come la PSP ad esempio) per adattarsi a diversi altri usi.





