Il più grande attacco hacker della storia.
Il più esteso e sofisticato attacco hacker che Internet abbia mai conosciuto, secondo le testate giornalistiche mondiali, è avvenuto nella notte tra Mercoledi e Giovedi della scorsa settimana.
Al di là del fatalismo annunciato della carta (sia essa stampata o virtuale) sono i numeri a quantificare le dimensioni di questo immane movimento degli hacker del pianeta: oltre 70mila terminali invasi, più di 2500 aziende in ginocchio per un totale di quasi 200 paesi colpiti!
Ma non è solo in termini di grandezza che va valutato l’episodio, l’attaco in questione è stato, infatti, il più logisticamente sofisticato che si sia mai visto.
All’incirca 20 server, geograficamente localizzati nell’Est europeo, allacciati alla rete Kneber Bot hanno attaccato, sistematicamente, dal 2008 ad oggi (!!!) i server di aziende farmaceutiche, hi-tech, e persino governative in alcuni casi di (soprattutto) Usa e Arabia Saudita; i pirati informatici hanno sottratto informazioni aziendali e personali dei dipendenti, credenziali di accesso, dati finanziari, indirizzi email e, in alcuni casi, dati militari.
Visibilmente imbarazzate le aziende coinvolte nell’attacco, principalmente Il Pentagono e la Paramount Pictures che, mediante i loro reticenti portavoce hanno rilasciato un laconico no comment.
L’attacco, che come dicevamo è in corso dal 2008, è stato scoperto da un tecnico dell’azienda NetWitness che ha seguito a ritroso la scia lasciata dallo spyware utilizzato dai pirati: ZeuS.
Di fronte a notizie del genere non si può non pensare a quanto la nostra sicurezza informatica sia debole se attaccata in maniera massiccia.
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