Chi sosteneva che con la tassa sull’equo compenso le vessazioni sugli utenti fossero terminate dovrà ricredersi: la grande idea del ministro Bondi che doveva risolvere l’annosa questione della pirateria ha, infatti, messo in moto tutta una serie di richieste e sollecitazioni per risollevare il mondo dell’editoria italiana ultimamente bistrattata dal mondo di internet.
Bisogna sapere che da qualche mese il mondo dell’editoria (italiana e non solo) c’è l’ha con Internet, reo, secondo autorevoli pareri, di allontanare la gente dalla carta stampata, procurando danni per milioni di euro alle testate giornalistiche.
Per questo motivo, forte della linea che il governo italiano sta adottando nei confronti delle nuove tecnologia, la Federazione Italiana Editori di Giornali (in sigla FIEG) ha avanzato un’ipotesi: aumentare il canone internet degli utenti di una piccola cifra per risarcire in parte tutti quegli editori le cui finanze sono compromesse dalle mancate vendite di pubblicazioni.
Si tratterebbe di una cifra irrisoria, pari al costo di un caffè – dichiara Carlo Malinconico, presidente di FIEG – che andrebbe a tamponare, almeno in parte, gli effetti della crisi dell’editoria.
Dopo la tassa sull’equo compenso, ancora una volta ci troviamo di fronte ad una vessazione iniqua nei confronti dell’utente finale e del suo portafoglio già fortemente strapazzato dalle varie tasse (fornitura elettrica, idrica, gas, connessione internet, etc..) che dovrebbe risolvere l’inettitudine dei vari gruppi editoriali italiani, sempre meno al passo con i tempi e sempre più desiderosi di riempire le proprie tasche a discapito del cittadino.
Se c’è una crisi nel settore editoriale italiano è esclusivamente da imputarsi alle varie testate giornalistiche che hanno sottovalutato l’innovazione introdotta da internet arroccandosi dietro politiche economiche obsolete: non è giusto che debba essere l’utente finale a pagare le conseguenze di tanta superficialità.
L’avvento di Internet si sarebbe dovuto accogliere in maniera diversa, magari modulando la quantità delle proprie pubblicazioni distribuendole in parte sulla carta stampate e sulla rete come, ad esempio fanno Rolling Stone Magazine e Win Magazine.
Il mensile Rolling Stone propone, sulle rivista, alcuni articoli da integrare e completare sul sito, risparmiando spazio, pagine e soldi.
Win Magazine invece cura due sezioni parallele, una sulla carta ed una u internet facendole integrare tra loro.
Queste due pubblicazioni sono la dimostrazione che è possibile far convivere nello stesso periodo storico sia internet che la carta stampata: c’è solo bisogno di lungimiranza, intelligenza, inventiva e di non pensare che il portafoglio del cittadino sia la soluzione a tutti i problemi.






