Cyber Sex: un’ossessione per gli italiani

Tra i vizi a cui l’uomo è votato e da cui è tentato c’è n’è uno che, contrariamente agli altri, và al passo con i tempi.
In una realtà in cui i prezzi delle sigarette non la smettono mai di aumentare, in cui l’alcool viene visto come una bestia da cui fuggire e la droghe (a ragion veduta) un pericolo costante, l’attrazione morbosa dell’uomo nei confronti del sesso invece non scema d’intensità.
A maggior ragione se parliamo di Cyber Sex.
Purtroppo non si può negare che a far proliferare questa ossessione ha contribuito, e molto, internet, veicolando fin dentro le nostre mura domestiche gigabyte e gigabyte di filmati e foto; alcuni siti di videosharing hot (vedi alla voce Youporn) addirittura stanno per diventare dei fenomeni di costume come Youtube o Facebook.
Secondo i dati emersi dal seminario “Cyber Sex: forme attuali di dipendenza sessuale”, svoltosi nei giorni scorsi a Roma, l’8% degli internauti dipenderebbe da siti di carattere porno.
I cyber-addicted, così sono definiti, nel 79% dei casi sono di sesso maschile, hanno tra i 33 ed i 55 anni (non proprio giovanissimi) e passerebbero fino ad 11 ore la settimana immersi nel mondo dei piaceri virtuali.
Sempre secondo l’inchiesta del Centro di ricerca e trattamento della dipendenza sessuale, tra gli italiani vittima di quest’ossessione 3 su 5 sono sposati e trascorrono nei siti porno fino a 45 ore la settimana, 3 su 5 sono single ed 1 su 5 è divorziato.
Sembrerebbe quindi un problema tipicamente maschile, invece anche le donne sono vittima della dipendenza da sesso virtuale e, per non esserci limite al peggio, l’80% dei cyber-addicted di sesso femminile preferisce abbordare virtualmente i potenziali partner attraverso tastiere e monitor per poi incontrarli dal vivo.
Come sempre accade, anche in questo caso le donne sono un passo avanti agli uomini.
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