Brevetti violati, concorrenza sleale e denunce: questi sono i termini che sintetizzano gli ultimi anni per il mondo delle tecnologie

Ho scelto volontariamente di rappresentare con l’opera “La rissa” di Fortunato Depero (che vedete sopra) l’attuale momento dell’universo delle IT.
Da anni oramai si racconta di diritti e proprietà intelletuali violati, di controverse angustie legali e di costosissimi procedimenti legali che coinvolgono più o meno tutte le major dell’industria delle tecnologie.
L’era della guerra cominciò nei lontani anni 80 con l’epocale scontro tra Apple e Microsoft per il predominio sul mercato dei pc: la battaglia Windows vs Mac, in poche parole, che sancì lo strapotere di Apple sul suolo americano e quello di BigM nel resto del mondo. A questa battaglia si unirono poi Linux, con le sue distribuzioni gratuite, e negli ultimi tempi Google con l’omonimo sistema operativo. Come risultato di questa guerra, oggi l’utente che deve scegliere un OS per il proprio pc si trova a dover scegliere tra Windows 7, Mac, Linux Ubuntu e Google Chrome, ognuno dei quali si professa performante, leggero e dalle prestazioni stellari.
Peccato che per “sentire” queste fantomatiche alte prestazioni si debba avere un determinato tipo di computer, con molti Gb RAM, prestazioni video non indifferenti e soprattutto (questo lo dico per esperienza diretta, n.d.r.) molta, ma davvero molta, pazienza per interfacciarsi con sistemi operativi talvolta farraginosi e poco intuitivi (vedi Chrome e Linux), molto poco correlati con le nostre esigenze giornaliere come, ad esempio collegare lettori mp3 o stampanti (vedi Mac), ed infine tantissimo autocontrollo per sopportare le centinaia di addon assolutamente inutili talvolta presenti in alcune distribuzioni (si veda alla voce Windows).
Ma anche il mondo di Internet non è libero da discussioni e concorrenze al limite della correttezza e sembra ormai non contenere (per quanto immenso sia) la moltitudine di siti che offrono servizi come i social network (Windows Live, Myspace, Twitter e Facebook per citarne alcuni) i siti di videostreaming (Youtube e Hutu), portali (Google, Yahoo e Bing) e molti altri (Skype, Ebay, etc..). Tutti costantemente in lotta tra loro: Facebook vs Twitter, Google vs Bing (che poi sarebbe Microsoft) e, ultimamente, Skype vs Ebay
Come se tanto astio non bastasse, se ci spostiamo nel settore telefonia mobile troviamo ancor più caos: infatti le novità del terzo millennio (ed il bisogno di allargare il proprio portafoglio, n.d.r) hanno convinto le suddette major a lanciarsi nel mondo degli smartphone.
Si parla di Windows-fonini, apparecchi Androidi di Google e I-phone. Ma, in questo settore, i nostri cari amici hanno dovuto fare i conti con una società finlandese (molti pensano che sia giapponese) da anni incontrastata leader del campo della telefonia, la Nokia.
L’azienda scandinava vanta una leadership da anni nel mondo della telefonia mobile, è stata una delle prime aziende a produrre telefonini in Europa, la prima a sviluppare il concetto di smartphone e a brevettare tecnologie quali WLan, GSM ed UMTS sui propri cellulari.
E proprio su questi ultimi brevetti (il pacchetto è composto in realtà da 10 brevetti sulle suddette tecnologie ) è nata una disputa, l’ennesima,tra Nokia ed Apple.
Il colosso scandinavo afferma di detenere le proprietà ideologiche dei brevetti di cui sopra ed accusa il rivale americano di averli violati nella realizzazione degli ultimi esemplari di I-phone.
I particolari dell’accusa riguarderebbero i profitti realizzati da Apple proprio grazie alle ricerche condotte da Nokia nei settori delle comunicazioni, i risultati delle quali sarebbero tornati utili alla Mela per accaparrarsi quasi tutto il mercato d’oltreoceano degli smartphone.
Da Cupertino, sede californiana della Apple, nessuna risposta finora.
Gli esperti del settore hanno accolto la notizia del risarcimento miliardario chiesto da Nokia con ironia, supponendo che l’azienda finlandese abbia ideato il tutto per pubblicizzare i propri prodotti negli States in modo gratuito e fortemente deleterio per la Apple e la sua immagine; altri invece sostengono che l’accusa di Nokia potrebbe servire come specchietto per le allodole visto che proprio in Finlandia si stanno diffondendo voci circa l’installazione sui prossimi smartphone Nokia di un touchscreen che ricorda quello dell’I-phone.
Insomma accuse, litigi, milioni di dollari spesi in ricerche ed altrettanti in cause legali: in tutto questo l’utente finale, cioè noi, che ruolo abbiamo? E’ veramente necessario poter scegliere tra 5 sistemi operativi, 300 modelli di pc e 4000 modelli di smartphone quando i prezzi di questi prodotti saranno gonfiati irrimediabilmenti causa spese legali impreviste da parte dei relativi produttori?
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