Alcuni ricercatori del Wellcome Trust Centre for Neuroimaging dell’University College di Londra hanno deciso di pubblicare su una rivista scientifica i risultati dei loro molteplici esperimenti sull’attività cerebrale condotti negli ultimi mesi convergenti ad un impressionante algoritmo matematico in grado di identificare quale, di un gruppo ristretto di ricordi, stiamo visualizzando.
L’esperimento è stato condotto presso i laboratori del college, dove diversi volontari sono stati invitati ad assistere alla proiezione di tre filmati differenti.
In una fase successiva è stato chiesto loro di richiamare alla mente le immagini relative ad ognuna delle sequenze appena viste mentre eseguivano una risonanza magnetica funzionale (un’analisi dettagliata dell’attività biometrica del cervello).
I dati, rielaborati da un potente calcolatore elettronico, hanno portato alla messa a punto di uno straordinario algoritmo (una serie di operazioni) che permette di seguire pedissequamente e studiare attentamente l’attività di registrazione di un’immagine e le parti del cervello coinvolte in questi processi, il tutto con un ottimo grado di precisione.
I ricercatori hanno trovato conferma alle loro supposizioni secondo le quali l’area cerebrale interessata alla memoria episodica risiederebbe nell’ ippocampo (vedi figura, parte in verde).

Il lavoro dei ricercatori inglesi assume una notevole importanza se confrontato con gli esperimenti e le terapie atte a combattere le malattie neurodegenerative che coinvolgono in particolar modo le suddette aree del cervello umano.




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