L’azienda californiana viene ancora coinvolta in astiose polemiche ma stavolta è Steve Jobs, CEO di Apple, a scagliarsi contro Google.
Alla fine del 2009 avevamo lasciato la Apple, ed i suo stuolo di avvocati, coinvolti in una feroce guerra contro Nokia a causa dei diritti su alcuni standard di comunicazione che le due aziende utilizzavano nei propri cellulari.
L’inizio del 2010 non è stato migliore per l’azienda di Cupertino visto che ha dovuto fronteggiare ed incassare numerose critiche in seguito ai primi virus che hanno violato il mondo dei melafonini.
Il lancio dell’Ipad, nei giorni scorsi, doveva essere un nuovo inizio su cui ricostruire e ripristinare l’immagine di leader nel settore tecnologico ma, viste le polemiche con Fujitsu per la paternità del dispositivo, anche quest’occasione si è rivelata causa di turbamenti.
Adesso, con il proprio CEO come portavoce, Apple dice la sua ed attacca apertamente Google e la sua politica di espansione soprattutto nel campo della telefonia.
Secondo Jobs infatti BigG avrebbe violata il proprio stesso must don’t be evil (lett. non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te) progettando telefonini a manetta ed insidiando il mercato di Apple mentre l’azienda americana non si è mai interessata al settore ricerche online.
Parole di fuoco anche per il team di Adobe, reo, secondo lo scatenato Jobs, di aver disatteso le aspettative e, per questo, essere stato escluso sia nei modelli in uscita di Iphone, sia nel nuovissimo Ipad.
Il CEO di Apple ha quindi scaricato tutta la tensione accumulata in questi mesi sparando a zero su tutto e tutti e forse perdendo di vista quelli che sono i dettami di un ambiente, quello delle nuove tecnologie, in cui nessuno può mettere freno alle iniziative altrui e dove non ci sono trattati che tengano.
Non si può limitare l’inventiva e lo spirito umano di migliorarsi sempre di più, specie se parliamo di dispositivi hi-tech e tecnologie sennò ci ritroveremo con un solo produttore di pc, uno di telefoni, un solo browser e così via..
Forse è proprio questo che disturba i pensierdi Jobs..






