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In tempi così difficili per l’affermazione di nuovi servizi in seguito all’invadenza virtuale di Facebook, Twitter riesce comunque a ritagliarsi un record di tutto rispetto.
Dopo le polemiche per i disservizi sul server principali che hanno bloccato i tweet per oltre 5 ore, il principale antagonista di di Facebook ha festeggiato in questi giorni il suo tweet o cinguettio numero 20 miliardi: un traguardo importante per un servizio di microblogging con il quale si possono mandare messaggi illimitati ma con numero di caratteri limitato.
Venti miliardi di tweet significano anche 20 miliardi di informazioni, idee e stati d’animo che circolano in rete al di fuori del collaudato e statico servizio di chat o alla piattaforma sociale che stanno diventando Facebook e Google.
Buone notizie per gli internauti che utilizzano una chiavetta USB per collegarsi alla rete: l’Authority ha infatti deciso che tale tipologia di connessione, ovvero quelle legate ad un abbonamento mensile con un operatore/gestore servizi, deve avere un limite massimo si spesa per ogni singolo utente.
La versione beta di Mozilla Firefox 4 è già disponibile per il download dal sito ufficiale di Mozilla Foundation.
In questa nuova versione del fortunato browser internet troveremo:
- una maggiore attenzione ai particolari grafici
- design moderno e nuova barra delle schede
- funzione switch to tab per far “slittare” le schede
- la possibilità di interagire con lo staff di Mozilla tramite comodi feedback per spiegare gli aspetti positivi o negativi della propria esperienza con Firefox 4.
Fallito il tentativo di accedere al famigerato e redditizio mondo dei social network (dopo il fallimentare lancio della piattaforma Buzz) a Mountain View hanno deciso di prevedere le mosse delle masse (scusate per il gioco di parole) di naviganti sempre più orientate ai social games tipo FarmVille o FrontierVille e di investire sui produttori di tali videogiochi sociali: una cifra vicina ai 200 milioni di dollari è stata investita su Zynga Games (produttore di FarmVille e FrontierVille, tra gli altri) e sono stati contattati anche Electronic Arts, Playfish e Playdom.
In questo modo Google cerca di tagliare la strada a Mark Zuckerberg ed al suo Facebook che già da tempo collaborano con i produttori di social games integrando questi ultimi egregiamente tra le pagine del sito.
Altra frontiera di investimento per Google sarà rappresentata dalla geolocalizzazione: sale infatti il numero degli appassionati di Foursquare, una specie di social network accessibile da smartphone che permette ai propri amici di sapere in quale parte del pianeta ti trovi e di stilare delle classifiche tra chi si trova più spesso in uno specificato posto.
L’FBI è finalmente riuscito a mettere le manette ai polsi del famigerato Iserdo, la mente che avrebbe prima creato e poi venduto a colpi di milioni di euro la botnet Mariposa (farfalla in spagnolo): si tratta di un giovane di 23 anni cittadino sloveno di Maribor.
La pubblicità, il coloratissimo e variegatissimo universo si spot, incisi e jingle sbarca sui canali video di Youtube (powered by Google) dopo l’accordo epocale con la Siae.
Di pubblicità, fatta attraverso i banner (spesso e volentieri fastidiosi come mosche) su Youtube ne abbiamo vista fin troppa ma sempre con la possibilità di cliccare sulla fatidica “x” per toglierseli di torno: questo fino ad oggi.
A breve infatti chiunque possegga un canale su Youtube potrà caricare spot pubblicitari da “mandare in onda” prima della visione(ma anche durante) del filmato specifico facendo cogliere a Youtube, e quindi a Google, due piccioni con una fava: massimizzazione degli introiti e accordi di massima con le etichette e le emittenti televisive che fino ad oggi avevano cercato in tutti i modi di contrastare il servizio di streaming video più famoso del web.
Con l’apertura alla pubblicità su Youtube il mondo di Internet correrà però il rischio di diventare una vetrina, ricettacolo di messaggini pubblicitari e jingle insopportabili, cosa che attualmente è la TV: siamo sicuri che la massimizzazione dei profitti, alla lunga, porti proprio così bene nelle casse di Google? Non si corre il rischio di rovinare un prodotto vincente in nome del mero guadagno?














