
Con inatteso ed emozionante ritardo è finalmente arrivata la replica di Apple alla spinosa questione dei diritti violati.
Ricordiamo che qualche mese fa il colosso della telefonia mobile Nokia aveva denunciato la società californiana per aver violato ben 10 brevetti riguardanti la tecnologia comunicativa come gli standard UMTS o Wifi (ne avevamo parlato qui) ma, finora, da Cupertino, sede americana di Apple, nessuna risposta. Fino ad oggi.
Stamane è invece arrivata la tanto attesa risposta di Apple alle accuse scandinave: secondo l’azienda americana sarebbe stata invece la Nokia a violare i diritti su 13 brevetti di sua proprietà per la realizzazione degli ultimi modelli di smarphone.
La disputa appare, quindi, lunga e feroce non solo perchè coinvolge due tra i maggiori costruttori e distributori di prodotti hi-tech ma anche, e soprattutto, perchè riguarda un settore molto delicato della ricerca in campo elettronico: la paternità degli standard.
Infatti pochi sanno che per poter usufruire nei propri apparecchi di tecnologie quali Bluetooth, Wi-fi, 3G (UMTS) e 4G(HSDPA e HSUPA) bisogna rispettare rigorosamente degli standard costruttivi ed ideologici che sono uguali per qualunque azienda ma la cui paternità è difficile da stabilire perchè non si può determinare un detentore unico che possa avvalersi di diritti su di essi, nè tantomeno sarebbe cosa buona e giusta lasciare che un solo produttore li detenga poichè in tal caso si finirebbe facilmente in regime di monopolio.
E questa condizione nel mondo delle telecomunicazioni è fortemente deleteria.





