Molti di voi conosceranno senz’altro la funzione Check-in di Facebook che ci permette di aggiornar e il nostro stato sul social network attraverso lo smartphone ovunque ci troviamo, fornendo anche indicazioni sulla località. Ebbene qualche furbetto, nonchè esperto di elettronica, si è inventato la scomoda ed appariscente cintura che vedete in figura affinchè tutto questo sia fatto in automatico lasciandoci libere le mani.
Likebelt: la cintura (inutile) dedicata al Facebook Check-in
Panasonic annuncia SX1 e NX1: due laptop molto accessoriati
Panasonic ha annunciato che a breve la sua linea di laptop Let’s Note si arricchirà con due nuovi modelli dalle schede tecniche parecchio interessanti.
Panasonic Let’s Note SX1 e NX1 si differenzieranno a seconda della configurazione scelta ma avranno delle caratteristiche in comune che già bastano a far venire l’acquolina in bocca agli appassionati.
Filesonic limita la condivisione dopo il caso Megaupload
La chiusura di Megaupload e di Megavideo, con conseguente arresto del fondatore, di cui vi avevo già dato notizia qualche giorno fa ha scatenato un vero e proprio effetto domino nel mondo dei servizi di condivisione file sul web.
La durezza con cui sono state condotte le procedure di “punizione” nei confronti dei trasgressori, a dispetto della reazione violente del popolo del web, sta facendo pensare e impaurire i gestori di altri servizi simili a quelli già citati facendo ricorrere gli staff a decisioni impopolari per mettersi al riparo dalla mannaia della giustizia virtuale.
Nonostante le imprese del collettivo hacker Anonymous e le proteste, vere e millantate, di portali come Facebook o Google molti siti stanno limitando il download solo ai file personali degli utenti: in pratica posso scaricare solo quello che ho caricato io stesso ma non posso condividerlo con il resto del web.
E così Mediafire, Wupload, FileServe e soprattutto Filesonic hanno cominciato da ieri ad adottare questa politica repressiva con le logiche conseguenze di servizi di terze parti che non funzionano, utenti che non trovano contenuti: questi siti sono diventati praticamente delle estensioni dei nostri hard disk.
L’effetto domino così creato potrebbe, e quasi certamente lo farà, spingere gli utenti in gran massa verso i servizi di torrent decretandone il ritorno in auge e il futuro successo, e quindi i siti di cui parlavo prima sono comunque destinati al fallimento.




